Ovunque tu sia, recensione

Avete presente quando un film magari non entusiasma da un punto di vista recitativo o per quanto riguarda la fotografia o le riprese o il montaggio? Ebbene sarebbe facile archiviarlo come un film di secondo piano. Invece, nel caso di "Ovunque tu sia" la situazione, una volta tanto é totalmente diversa. Per una volta la …

Avete presente quando un film magari non entusiasma da un punto di vista recitativo o per quanto riguarda la fotografia o le riprese o il montaggio? Ebbene sarebbe facile archiviarlo come un film di secondo piano.
Invece, nel caso di “Ovunque tu sia” la situazione, una volta tanto é totalmente diversa.
Per una volta la trama la fa da padrone. Per una volta la trama vi spinge a continuare a guardare questa serie.
Da poco disponibile in streaming su Netflix, sta avendo un grande successo e per quanto possa sembrare di zoppicare in alcuni passaggi, rimane comunque meritevole di tutte le attenzioni.
La serie prende spunto dal libro di Harlan Coben e se il libro viene da leggerlo senza prendere fiato, la serie probabilmente é ancora peggio, spinge proprio a divorare i vari episodi in un colpo solo. Ovunque tu sia si affida a un cast di tutto rispetto per rendere credibili i personaggi e le vicende che li coinvolgono, dal protagonista Sam Worthington a Milo Ventimiglia, Britt Lower, Chi McBride e Erin Richards. Ma tutti, proprio tutti, passano in secondo piano di fronte ad una storia, ad una trama ed una trasposizione della stessa per l’audience finale di Netflix che toglie il fiato.
Una serie finalmente da vedere, anzi da buttare giù tutta d’un sorso e questo non capite esattamente ogni settimana.

Ovunque tu sia, recensione
Maddalena Cerri

Maddalena Cerri

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