Il film Killer Whale é indecifrabile

Se pensate ad un film avvincente, un thriller/horror da togliere il fiato, lasciate perdere questo titolo. Indecifrabile é un termine gentile per non esagerare nelle recensioni negative. Questo film non ha trama, o almeno quella che ha non la si capisce. Non si legano le scene, sembrano riprese spezzettate e persino fastidiose a tratti. Bassissimo …

Se pensate ad un film avvincente, un thriller/horror da togliere il fiato, lasciate perdere questo titolo. Indecifrabile é un termine gentile per non esagerare nelle recensioni negative. Questo film non ha trama, o almeno quella che ha non la si capisce. Non si legano le scene, sembrano riprese spezzettate e persino fastidiose a tratti. Bassissimo livello di produzione, un film da ultima categoria. Montaggio e colonna sonora pessime, oltre a effetti speciali ridicoli.
Tutto insieme lascia ben intendere che non possiamo suggerirne la visione, sono solo un paio di ore buttate via. Vi dovete sforzare a comprenderne il senso e questo infastidisce lo spettatore.
Siamo ai livelli di Sharknado, con la differenza che Sharknado era stato ideato per essere quello che era, lasciando perdere il successo imprevisto. Questo film anche se volesse affiancarsi all’idea di produzione di Sharknado non porta nemmeno le scarpe perché alla fine cerca in ogni modo di essere un film vero e proprio, ma il livello di produzione e approssimazione lo rende impossibile da vedere. Diciamo che il thrilling non hanno ben capito cosa sia, insieme alle luci, alla produzione, alla recitazione, al montaggio.
Facciamo che una stella possa anche meritarsela, solo perché il sistema di recensioni non accetta zero stelle. E in questi casi non possiamo nemmeno chiudere con una “buona visione”, perché si tratta di tutto che di una buona visione.

Il film Killer Whale é indecifrabile

Gli squali hanno dominato a lungo l’immaginario dei thriller marini, quindi fa piacere quando un film prova a cambiare rotta scegliendo un’altra minaccia acquatica: l’orca assassina. Purtroppo Ceto, il cetaceo antagonista della storia, non compare abbastanza a lungo da rendere la visione davvero memorabile. Non si avvicina né alla tensione viscerale di un caposaldo come Lo squalo, né al trash spassoso ed esagerato di un cult come Blu profondo. Alla resa dei conti, l’opera si riduce a un dramma relazionale tra due amiche che cercano di non farsi sbranare, bloccate in bikini su uno scoglio in mezzo al mare.

La protagonista è Maddie (Virginia Gardner), violoncellista e cameriera con grandi ambizioni musicali, la cui vita va in pezzi quando una rapina nel locale le costa l’udito e la vita del fidanzato Chad (Isaac Crawley). Un anno dopo, la ragazza prova a rimettersi in sesto durante una vacanza con l’amica del college Trish (Mel Jarnson), un’affascinante influencer con un dottorato in ingegneria genetica. Scoperto che l’orca Ceto rappresentava un legame simbolico speciale tra Maddie e il defunto Chad, Trish organizza una visita al parco acquatico dove l’animale vive in cattività. Complice qualche drink di troppo e l’incontro con Josh (Mitchell Hope), il trio decide di intrufolarsi nella struttura a notte fonda.

La bravata finisce male: i protagonisti si ritrovano isolati su una roccia in mare aperto, con un’orca infuriata a sbarrare loro la strada verso la salvezza. Non mancano momenti involontariamente comici — come la battuta «Maddie, ferma, quella è l’urna con le ceneri di Chad!» — e una modesta curiosità su come i personaggi riusciranno a cavarsela. Manca però il giusto spessore emotivo per farci davvero tifare per loro.

Sul fronte horror i problemi non mancano, a partire dal cast ridotto all’osso: poche potenziali vittime significano pochi attacchi memorabili, scaricando tutto il peso dell’intrattenimento sulle dinamiche tra i superstiti. Malgrado un paio di colpi di scena discreti, i dialoghi faticano a reggere il ritmo, rendendo inevitabile qualche momento di noia in attesa della successiva apparizione del predatore.

Martina Mussi

Martina Mussi

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