L'ombra dell'avvelenamento torna a colpire la fauna selvatica dell'Africa orientale. All'interno della celebre riserva di Ngorongoro, in Tanzania, dieci leoni sono stati rinvenuti privi di vita nella zona di Ndutu, circoscrizione di Endulen. A darne notizia è la Ngorongoro Conservation Area Authority, che parla apertamente di tracce di veleno come causa primaria del decesso. Mentre …
L’ombra dell’avvelenamento torna a colpire la fauna selvatica dell’Africa orientale. All’interno della celebre riserva di Ngorongoro, in Tanzania, dieci leoni sono stati rinvenuti privi di vita nella zona di Ndutu, circoscrizione di Endulen. A darne notizia è la Ngorongoro Conservation Area Authority, che parla apertamente di tracce di veleno come causa primaria del decesso.

Mentre le autorità tanzaniane avviano i rilievi per risalire alla filiera dei responsabili, il caso riporta sotto i riflettori la complessa convivenza tra comunità rurali e fauna selvatica. Nei territori al confine tra Tanzania e Kenya, la pratica di cospargere di pesticidi le carcasse di bestiame per eliminare i predatori è un fenomeno ricorrente, con effetti a catena devastanti sull’intera catena trofica. Solo poche settimane fa, l’organizzazione Lion Guardians aveva segnalato la perdita di sei leoni e circa trenta avvoltoi in circostanze analoghe lungo la frontiera.
Ngorongoro, gioiello naturalistico iscritto tra i patrimoni dell’umanità UNESCO, vede così minacciata una parte del suo patrimonio biologico più rappresentativo, a dimostrazione di come la salvaguardia dei grandi carnivori resti un equilibrio fragile, sospeso tra conservazione e pressioni pastorali.




