Viviamo già nell'ipocrisia quotidiana del dover accettare le regole che molto spesso e in troppe occasioni ci vanno strette. Se poi smettiamo di alzare la testa, se smettiamo di alzare la voce, allora rischiamo semplicemente di diventare i protagonisti principali di questa farsa chiamata vita vera. A Torino un cittadino bengalese di 40 anni molesta …
Viviamo già nell’ipocrisia quotidiana del dover accettare le regole che molto spesso e in troppe occasioni ci vanno strette. Se poi smettiamo di alzare la testa, se smettiamo di alzare la voce, allora rischiamo semplicemente di diventare i protagonisti principali di questa farsa chiamata vita vera.

A Torino un cittadino bengalese di 40 anni molesta una ragazzina di 13 anni in un piccolo supermarket e il gip lo scarcera dopo soli due giorni perché “l’uomo accusato di violenza sessuale si é dimostrato dispiaciuto”.
Ora non ci é dato sapere se questo bengalese era dispiaciuto anche in merito alla prima donna che solo 40 minuti prima aveva molestato, ma secondo il gip il fatto che si sia detto “dispiaciuto” é sufficiente a liberarlo da ogni peccato terreno.
Uno potrebbe dire “sono punti di vista”. ma la legge non dovrebbe giudicare i punti di vista ma solo i fatti, altrimenti tutti avremmo ragione e tutti avremmo torto.
Sin da bambini, cercano di tenerci in quella bolla di ipocrisia di cui parlavo e per questo non dovremmo mai alzare troppo la testa, non dovremmo mai dimostrare il nostro disappunto e soprattutto non dovremmo mai farci sentire di fronte alle ingiustizie. Perché nel frattempo, grazie alle loro regole e talvolta anche alle loro ingiustizie abbiamo ottenuto il mutuo per la casa, il finanziamento per la macchina e prenotato già le prossime vacanze di Natale e non c’é niente al mondo che potrebbe mettere tutto questo in discussione.
La motivazione della scarcerazione del molestatore, é semplicemente raccapricciante. Lasciatemi dire che questo é terribilmente sbagliato e lo dico prima che possa spargersi la voce che in Italia si possono tranquillamente molestare i nostri figli, purché poi subito dopo ci si dichiari dispiaciuti.
Se non abbiamo il coraggio di gridare che questo é sbagliato allora corriamo il rischio di diventare dei vuoti a perdere.
Esseri viventi senza dignità e senza rispetto. Pieni di parole, di pensieri e di storie che alla fine sono solo un copione che sin dai tempi della scuola ci hanno detto di recitare, in cambio della casa, della macchina e delle vacanze… ricordate?
Se un gip giustifica un molestatore perché si é detto dispiaciuto allora creiamo una situazione allarmante, un precedente pericoloso, dove l’ipocrisia di cui parlavo é entrata talmente tanto nelle nostre teste che alcuni di noi hanno imparato a conviverci a tal punto da essere quotidianamente abusati psicologicamente dalla loro stessa ipocrisia.
A voi la scelta dunque. Dire “questo é totalmente sbagliato” o restare dei vuoti a perdere per tutta la vita.





