Addio a Margaret Hamilton: la pioniera dell’informatica che portò l’umanità sulla Luna si è spenta a 90 anni

Si è spenta all'età di 90 anni Margaret Hamilton, figura monumentale della scienza moderna e pioniera assoluta dell'ingegneria del software. La notizia della scomparsa, avvenuta lo scorso 30 settembre per cause non rese note, è stata confermata dal Dipartimento di Aeronautica e Astronautica del Massachusetts Institute of Technology (MIT), l'istituzione accademica da cui Hamilton diresse …

Si è spenta all’età di 90 anni Margaret Hamilton, figura monumentale della scienza moderna e pioniera assoluta dell’ingegneria del software. La notizia della scomparsa, avvenuta lo scorso 30 settembre per cause non rese note, è stata confermata dal Dipartimento di Aeronautica e Astronautica del Massachusetts Institute of Technology (MIT), l’istituzione accademica da cui Hamilton diresse l’epocale sviluppo del codice che rese possibile l’allunaggio dell’Apollo 11.

Addio a Margaret Hamilton: la pioniera dell'informatica che portò l'umanità sulla Luna si è spenta a 90 anni

Entrata al MIT nel 1959, Hamilton si trovò a capo della Software Engineering Division del celebre Instrumentation Laboratory. Alla guida di una squadra di circa cento ingegneri, diresse la progettazione del software di bordo per le missioni lunari della NASA in un’epoca in cui la disciplina stessa muoveva i primi passi. Fu proprio lei a coniare e sdoganare l’espressione «software engineering», rivendicando pari dignità professionale a un ambito all’epoca sottovalutato rispetto all’hardware.

«Definire Margaret Hamilton una pioniera o dire che fosse in anticipo sui tempi sarebbe un eufemismo riduttivo», ha dichiarato Olivier de Weck, direttore ad interim del Dipartimento di Aeronautica del MIT. «Ha operato quando questo campo era ancora ai primordi: non solo ha sviluppato codice avanzato in prima persona, ma ha guidato un team nella costruzione di uno dei sistemi più complessi mai realizzati dall’umanità».

Riconosciuta nel 2016 con la Presidential Medal of Freedom conferitale da Barack Obama e insignita nel 2003 dell’autorevole Exceptional Space Act Award della NASA, Hamilton ha rivoluzionato il paradigma della sicurezza informatica attraverso il concetto di tolleranza agli errori.

Tra gli episodi emblematici della sua visione spicca il cosiddetto “errore Lauren”, dal nome della figlia di quattro anni che, giocando con il simulatore di volo, mandò in crash il sistema avviando per sbaglio un programma pre-lancio durante una simulazione di volo. Intuendo che una simile distrazione umana avrebbe potuto colpire anche un astronauta nello spazio, Hamilton integrò rigidi meccanismi di protezione nel codice.

La lungimiranza della scienziata si rivelò decisiva il 20 luglio 1969: appena tre minuti prima dell’allunaggio dell’Apollo 11, un sovraccarico causato da un radar impostato in modo errato rischiò di mandare in tilt il computer di bordo. L’architettura software progettata da Hamilton, basata sulla gestione delle priorità dei processi e sull’elaborazione asincrona, interruppe i compiti secondari concentrando tutte le risorse sul controllo dei motori e della discesa, salvando la missione e consentendo a Neil Armstrong e Buzz Aldrin di toccare il suolo lunare.

Conclusa l’esperienza sul programma Apollo e dopo la trasformazione dei laboratori del MIT nell’odierno Draper Laboratory, la matematica e informatica originaria dell’Indiana fondò le proprie aziende hi-tech, lasciando un’eredità indelebile nell’architettura dei sistemi ad alta affidabilità. Come ricordato dal CEO di Draper, Jerry Wohletz, «la sua leadership e le sue intuizioni hanno garantito che gli astronauti raggiungessero la Luna e tornassero a casa sani e salvi: la sua eredità resterà per sempre scolpita nella storia».

Cinzia Siracusa

Cinzia Siracusa

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