Corsa contro il tempo a Long Beach per mettere in sicurezza la costa dopo la violenta mareggiata che ha flagellato la California meridionale. Diverse abitazioni affacciate sull'oceano rischiano di crollare e sono state dichiarate inagibili, mentre squadre d'emergenza e residenti lavorano senza sosta per ripulire le strade invase da detriti e sabbia. La tempesta tropicale …
Corsa contro il tempo a Long Beach per mettere in sicurezza la costa dopo la violenta mareggiata che ha flagellato la California meridionale. Diverse abitazioni affacciate sull’oceano rischiano di crollare e sono state dichiarate inagibili, mentre squadre d’emergenza e residenti lavorano senza sosta per ripulire le strade invase da detriti e sabbia.

La tempesta tropicale Rachel ha scaricato meno pioggia del previsto, ma la violenza del moto ondoso è bastata a devastare il litorale. A scatenare il disastro è stata una combinazione micidiale di fattori: l’anomala traiettoria della perturbazione, i picchi di alta marea, gli effetti di un episodio particolarmente marcato di El Niño e l’impatto a lungo termine del riscaldamento globale. Immagini e video diffusi sui social mostrano gli edifici della penisola cittadina in bilico sulle scogliere erose, mentre la storica passerella in legno sul lungomare è stata in parte spazzata via dai marosi.
«Non siamo di fronte a fenomeni ordinari: per la nostra comunità si tratta di un evento senza precedenti», ha dichiarato il sindaco Rex Richardson durante una conferenza stampa nel fine settimana. «È un duro promemoria della forza della natura. Le nostre infrastrutture non sono state progettate per resistere a impatti simili. Questo disastro ci impone di accelerare drasticamente ogni misura di resilienza climatica lungo la costa».
Per i blocchi più esposti è scattato l’ordine di evacuazione obbligatoria, mentre l’amministrazione ha distribuito sacchi di sabbia esortando la popolazione a non sottovalutare i bollettini meteo: gli esperti avvertono infatti che le anomalie legate a El Niño potrebbero intensificarsi durante l’inverno, minacciando nuovi tratti della costa californiana.
Il direttore generale del comune, Tom Modica, ha illustrato il piano di interventi immediati e strutturali. Tra le priorità figurano la ricostruzione della passerella e il ripristino della paratia di contenimento crollata sotto i colpi del mare. È stato inoltre anticipato al 19 ottobre un maxi-progetto di dragaggio per ampliare la spiaggia di circa 60 metri, riversando sul litorale oltre 300 mila metri cubi di sabbia a protezione degli abitati.
Sebbene il National Hurricane Center segnali che il cuore della tempesta si sia allontanato, l’allerta resta alta: le correnti di risacca e le onde anomale continueranno a rendere insidiosa la fascia costiera ancora per diversi giorni.
Uragani pacifici capaci di colpire il sud della California con tale vigore rappresentano una rarità storica. Rachel si inserisce tuttavia in una stagione eccezionalmente attiva, rinvigorita dal surriscaldamento delle acque del Pacifico centro-orientale tipico di El Niño — fenomeno che indebolisce gli uragani nell’Atlantico ma ne amplifica la violenza nel Pacifico — e ulteriormente esasperata dalle temperature globali record, che caricano l’atmosfera di umidità ed energia.
Tra le persone costrette a lasciare la propria casa c’è anche la velista olimpica statunitense Paris Henken, che ha affidato ai social il proprio sfogo davanti all’appartamento ormai pericolante: «Un bilocale sul mare che aveva tutto ciò che potevamo desiderare; per un’atleta che punta ai Giochi di Los Angeles 2028, vivevo a due passi dal mio campo di allenamento, forse fin troppo vicina. Vedere la furia del mare cancellare in pochi giorni un luogo che trasmetteva così tanta pace è devastante». Henken ha voluto replicare anche alle critiche di chi punta il dito contro l’eccessiva cementificazione delle coste da parte di ricchi proprietari di seconde case: «È vero che sulla penisola sorgono ville milionarie, ma la nostra piccola comunità era una realtà ben diversa».





