L’anno d’oro di Robert Pattinson: da idolo dei teenager a cacciatore di predatori in «Primetime»

L'attore britannico presenta al London Film Festival il thriller di A24 ispirato al controverso show «To Catch a Predator» ed entra nei pronostici per la stagione dei premi. Robert Pattinson sta vivendo una delle stagioni più intense e prolifiche della sua carriera. Dopo aver recitato al fianco di Zendaya in The Drama e aver preso …

L’attore britannico presenta al London Film Festival il thriller di A24 ispirato al controverso show «To Catch a Predator» ed entra nei pronostici per la stagione dei premi.

Robert Pattinson sta vivendo una delle stagioni più intense e prolifiche della sua carriera. Dopo aver recitato al fianco di Zendaya in The Drama e aver preso parte al kolossal estivo The Odyssey, l’attore britannico cambia radicalmente registro con Primetime, nuovo thriller targato A24 presentato in anteprima al London Film Festival.

L’anno d’oro di Robert Pattinson: da idolo dei teenager a cacciatore di predatori in «Primetime»

Nella pellicola, Pattinson veste i panni del conduttore televisivo Chris Hansen, storico volto della trasmissione americana To Catch a Predator. Andato in onda tra il 2004 e il 2007, il programma metteva in scena vere e proprie imboscate a presunti abusatori di minori, registrando picchi di ascolti record ma sollevando al contempo feroci dibattiti etici sul confine tra inchiesta giornalistica, giustizia sommaria e intrattenimento sensazionalistico.

La paura di un padre e l’ambiguità del format

Per l’attore londinese, diventato padre quasi tre anni fa insieme alla compagna Suki Waterhouse, l’impatto con la materia del film è stato viscerale: «È la cosa più terrificante che possa capitare, che tu sia genitore o meno», ha spiegato Pattinson. «Parliamo del peccato più inimmaginabile che esista».

Riflettendo sull’eredità complessa del programma di Hansen, Pattinson ha evidenziato le insidie di quel modello televisivo: «Lo show rappresentava l’illusione di poter fare qualcosa contro gli abusi in modo immediato, quasi istantaneo. In parte era così, ma al tempo stesso produceva una televisione potentissima. È esattamente lì che ci si addentra in un territorio scivoloso».

Secondo l’attore, quel tipo di dinamica non è affatto scomparso dai palinsesti, ma si è semplicemente trasformato: «Sulla TV generalista le cose sono cambiate, ma quel modello è migrato sui social media. Oggi la caccia ai predatori online è un fenomeno gigantesco, identico nei meccanismi a quello dei primi anni Duemila».

La replica del regista alle critiche di Chris Hansen

L’operazione non ha convinto il vero Chris Hansen, che su X ha liquidato il film come un’opera «bizzarra e totalmente scollegata dalla realtà».

Una critica che il regista Lance Oppenheim accoglie senza scomporsi: «Ha ragione, ed era un effetto voluto», ha chiarito il cineasta. «Ho sempre concepito questo film come una sorta di sogno febbrile, non come un ritratto fedele o documentaristico». Secondo Oppenheim, l’opera mira a indagare una pulsione ancestrale: «Il desiderio di assistere a una punizione pubblica esiste da millenni; volevo realizzare qualcosa che mettesse in discussione proprio questo meccanismo».

La parabola di Pattinson: rotta verso la prima candidatura agli Oscar?

A 40 anni compiuti, la parabola di Robert Pattinson rappresenta una delle evoluzioni più riuscite del cinema contemporaneo. Archiviati i ruoli generazionali che lo resero celebre — da Cedric Diggory in Harry Potter al vampiro Edward Cullen nella saga di Twilight —, l’attore ha costruito negli anni un percorso d’autore rigoroso, alternando pellicole indipendenti a grandi produzioni come Tenet di Christopher Nolan.

Con l’attesa per Dune: Part Three e il futuro sequel di The Batman (attualmente in fase di sviluppo), Primetime potrebbe segnare il definitivo riconoscimento dell’Academy, alimentando le prime voci su una possibile nomination agli Oscar.

Di fronte alle speculazioni, l’attore preferisce non sbilanciarsi: «Sono infinitamente grato per i ruoli che ho ottenuto. Poter fare questo lavoro rende questo momento uno dei migliori della mia vita».

Cinzia Siracusa

Cinzia Siracusa

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