CARDIFF — È bastata una manciata di minuti per capire che il pugilato mondiale si prepara a vivere una delle pagine più memorabili degli ultimi decenni. Sono serviti appena sessanta minuti per polverizzare tutti gli 80.000 tagliandi disponibili per il Principality Stadium di Cardiff, teatro designato per la resa dei conti più attesa della boxe …
CARDIFF — È bastata una manciata di minuti per capire che il pugilato mondiale si prepara a vivere una delle pagine più memorabili degli ultimi decenni. Sono serviti appena sessanta minuti per polverizzare tutti gli 80.000 tagliandi disponibili per il Principality Stadium di Cardiff, teatro designato per la resa dei conti più attesa della boxe moderna: il derby britannico dei pesi massimi tra Tyson Fury e Anthony Joshua.
Caccia al biglietto: mezzo milione in coda e cifre da capogiro
Allo scattare delle ore 12:00, all’apertura ufficiale del botteghino online, la sala d’attesa digitale è stata presa d’assalto da oltre 500.000 persone. I prezzi ufficiali coprivano una forbice ampissima, pensata per tutte le tasche ma spintasi fino a vette esclusive: dalle 88,50 sterline per i settori più alti fino alle 13.128 sterline per le prime file.
Esaurite le disponibilità regolari nel giro di un’ora, la febbre si è immediatamente spostata sui canali di secondary ticketing, dove le quotazioni hanno raggiunto livelli record: oltre 400 sterline per i posti più lontani e richieste che hanno sfiorato le 74.000 sterline per una sedia a bordo ring in zona VIP.
Match a notte fonda per la platea globale
Il cartellone dell’evento prenderà il via la sera di venerdì 11 dicembre, ma i due colossi non saliranno sul quadrato prima dell’una di notte di sabato 12 dicembre, subito dopo uno spettacolo musicale dal vivo. L’impianto gallese resterà aperto fino a tarda notte per consentire lo svolgimento completo della serata, la cui undercard è ancora in fase di definizione.
Combattere a notte fonda non è una novità assoluta per la Gran Bretagna — celebri sono i precedenti di Joe Calzaghe contro Mikkel Kessler nel 2007, andato in scena proprio a Cardiff all’una, e il successo di Ricky Hatton su Kostya Tszyu a Manchester nel 2005 alle due del mattino —, ma risponde a una precisa logica commerciale: permettere al pubblico americano di sintonizzarsi in prima serata e garantire la massima esposizione alla diretta globale trasmessa in streaming su Netflix.
Una borsa faraonica dopo un lungo braccio di ferro
L’intesa definitiva è arrivata al termine di mesi di trattative serrate e imprevisti dell’ultimo minuto. Scartate le storiche cornici di Wembley e del Madison Square Garden di New York, l’organizzazione ha dovuto superare anche attriti contrattuali legati al ruolo promozionale del capo della UFC Dana White, affiancato al plenipotenziario saudita Turki Alalshikh.
Risolte le divergenze, i due ex pluricampioni del mondo — 38 anni Fury, 36 Joshua — si sono finalmente ritrovati faccia a faccia per dare avvio alla marcia d’avvicinamento al match. In palio, oltre al predominio assoluto e all’orgoglio nazionale, c’è un montepremi complessivo stimato in circa 200 milioni di dollari (pari a oltre 150 milioni di sterline), a suggello di una sfida che ha già riscritto le regole dello spettacolo sportivo.





