La sede storica dei Beatles diventa un museo

A quasi sessant’anni dalla sua consacrazione come luogo simbolo della storia dei Beatles, il civico 3 di Savile Row, elegante palazzina in mattoni rossi nel cuore di Londra, si prepara a diventare una nuova meta di pellegrinaggio culturale. Dal prossimo anno, infatti, Apple Corps aprirà ufficialmente al pubblico l’edificio che fu quartier generale della band, …

A quasi sessant’anni dalla sua consacrazione come luogo simbolo della storia dei Beatles, il civico 3 di Savile Row, elegante palazzina in mattoni rossi nel cuore di Londra, si prepara a diventare una nuova meta di pellegrinaggio culturale. Dal prossimo anno, infatti, Apple Corps aprirà ufficialmente al pubblico l’edificio che fu quartier generale della band, trasformandolo in un museo permanente dedicato ai Fab Four.
Storica sede dell’etichetta Apple Corps, il palazzo ospitò gli studi dove venne registrato Let It Be (1970) e soprattutto il celebre rooftop concert del gennaio 1969, l’ultima esibizione dal vivo dei Beatles, destinata a entrare nella leggenda.

La sede storica dei Beatles diventa un museo

Definito come l’unico museo ufficialmente autorizzato dalla band, il nuovo spazio offrirà ai visitatori sette piani di materiali d’archivio inediti, una ricostruzione dello studio nel seminterrato, l’accesso al celebre tetto e un’area dedicata al merchandising.
“Ogni giorno i fan fotografano l’esterno di 3 Savile Row”, ha dichiarato Tom Greene, CEO di Apple Corps. “Ora potranno finalmente esplorare l’intero edificio, incluso il tetto, rimasto sorprendentemente intatto.”

Tra il 1968 e il 1972, Savile Row fu teatro di uno dei periodi più turbolenti nella storia della band. Dopo la morte del manager Brian Epstein e il fallimentare soggiorno spirituale in India, i Beatles vissero una fase segnata da tensioni interne, culminata proprio durante le registrazioni di Let It Be. La presenza costante di Yoko Ono, il temporaneo allontanamento di George Harrison e le crescenti frizioni creative contribuirono al progressivo scioglimento del gruppo.
Il celebre concerto sul tetto, durato poco più di 40 minuti prima dell’intervento della polizia, è stato recentemente riportato all’attenzione del grande pubblico grazie al documentario Get Back (2021) di Peter Jackson.

Nonostante le difficoltà vissute in quel periodo, Paul McCartney ha accolto con entusiasmo il progetto: “Tornare a 3 Savile Row è stato emozionante. Quelle mura custodiscono ricordi straordinari, così come il tetto. Sono felice che presto il pubblico possa vivere tutto questo.”
L’interesse per l’eredità culturale dei Beatles resta altissimo anche sul mercato internazionale. Solo quest’anno, memorabilia legati alla band hanno dominato la prestigiosa asta della collezione Jim Irsay da Christie’s, totalizzando 94,5 milioni di dollari. Tra i pezzi più significativi, il pianoforte utilizzato da John Lennon per comporre brani di Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band è stato venduto per 3,2 milioni di dollari, mentre il manoscritto originale di Hey Jude di McCartney ha superato il milione.

Debora Franchi

Debora Franchi

Comments

Leave a Reply