Gli scienziati marini hanno identificato un numero record di nuove specie nelle profondità degli oceani del pianeta nell’ultimo anno. Secondo il progetto The Nippon Foundation-Nekton Ocean Census, la più grande missione mondiale dedicata ad accelerare la scoperta della biodiversità marina, sono state catalogate 1.121 nuove specie marine in appena dodici mesi. Un risultato che i ricercatori …
Gli scienziati marini hanno identificato un numero record di nuove specie nelle profondità degli oceani del pianeta nell’ultimo anno. Secondo il progetto The Nippon Foundation-Nekton Ocean Census, la più grande missione mondiale dedicata ad accelerare la scoperta della biodiversità marina, sono state catalogate 1.121 nuove specie marine in appena dodici mesi. Un risultato che i ricercatori definiscono un “passo significativo” nella comprensione e nella tutela degli ecosistemi oceanici.

Il dato rappresenta un aumento del 54% rispetto all’anno precedente. Tra le specie individuate figurano coralli, granchi, gamberi, ricci di mare e anemoni, alcuni dei quali rinvenuti a oltre sei chilometri di profondità.
Tra le scoperte più sorprendenti c’è una nuova specie di chimera, soprannominata “Ghost Shark”, individuata nel Coral Sea Marine Park al largo del Queensland, in Australia. Le chimere, lontane parenti di squali e razze, sono considerate tra le creature più enigmatiche degli abissi: il loro lignaggio evolutivo si sarebbe separato da quello degli squali circa 400 milioni di anni fa, ben prima dell’era dei dinosauri.

In Giappone, gli studiosi hanno invece scoperto vermi setolosi simbionti che vivono all’interno di strutture di spugne di vetro, soprannominate “castelli di vetro” per la loro intricata architettura composta da silice cristallina.
Un’altra scoperta riguarda un verme nastro predatore dai colori vivaci, rinvenuto vicino alla superficie marina, tra uno e cinque metri di profondità. Nel Mediterraneo, invece, una nuova specie di gambero è stata individuata in una grotta marina al largo di Marsiglia, in Francia: l’animale si distingue per una brillante fascia arancione e appendici particolarmente elaborate.
Le nuove specie sono state identificate durante 13 spedizioni scientifiche in alcune delle aree oceaniche più remote e inesplorate del mondo, oltre che attraverso nove workshop dedicati alla classificazione biologica.
“Quest’anno Ocean Census ha dimostrato cosa sia possibile ottenere quando ambizione scientifica e collaborazione globale procedono insieme”, ha dichiarato Mitsuyuki Unno, direttore esecutivo della Nippon Foundation.

Secondo precedenti ricerche, fino al 90% delle specie marine potrebbe essere ancora sconosciuto alla scienza. Gli studiosi sottolineano che documentare la biodiversità oceanica è fondamentale per consentire a governi e autorità marittime di proteggere efficacemente gli ecosistemi.
I ricercatori avvertono inoltre che il tempo medio tra la scoperta di una specie e la sua descrizione ufficiale nella letteratura scientifica è di circa 13 anni e mezzo, un ritardo che rischia di portare alcune specie all’estinzione prima ancora della loro catalogazione.
“Con molte specie a rischio di scomparire prima ancora di essere documentate, siamo in una corsa contro il tempo per comprendere e proteggere la vita oceanica”, ha spiegato Michelle Taylor, responsabile scientifica del progetto.
Per accelerare il processo, gli scienziati stanno introducendo un nuovo status scientifico di “specie scoperta”, che consentirà di registrare immediatamente gli organismi individuati anche prima della classificazione formale.





