Meta è finita nuovamente al centro delle polemiche. Il motivo? Muse Image, il suo nuovo strumento di intelligenza artificiale text-to-image, è in grado di generare immagini partendo dalle foto del profilo di utenti reali, il tutto senza alcuna notifica o richiesta di consenso preventivo. Il tool è attualmente accessibile tramite l'app Meta AI, via browser e all'interno …
Meta è finita nuovamente al centro delle polemiche. Il motivo? Muse Image, il suo nuovo strumento di intelligenza artificiale text-to-image, è in grado di generare immagini partendo dalle foto del profilo di utenti reali, il tutto senza alcuna notifica o richiesta di consenso preventivo.

Il tool è attualmente accessibile tramite l’app Meta AI, via browser e all’interno di WhatsApp e delle storie di Instagram per gli utenti negli Stati Uniti.
Un rischio per la privacy: le reazioni degli esperti
La possibilità di manipolare le sembianze di persone reali ha immediatamente sollevato un coro di proteste da parte di attivisti e associazioni per i diritti digitali.
- Foxglove: Donald Campbell, direttore dell’organizzazione non-profit, ha definito la funzione “una palese ricetta per il disastro”, sottolineando come nell’ultimo anno si sia già registrato un boom di danni legati a immagini alterate dall’IA senza il consenso dei diretti interessati. “È difficile capire perché Mark Zuckerberg pensi che facilitare questa raccapricciante manipolazione sia una buona idea”, ha aggiunto.
- Privacy International: L’associazione ha aspramente criticato la mossa di Meta, definendola “l’ennesima dimostrazione di come le aziende di IA considerino i dati e i volti delle persone come mera materia prima da sfruttare”.
- Il malumore social: Anche su X gli utenti non hanno nascosto la preoccupazione: “Trasformare utenti reali in foto generate dal nulla e senza consenso è una mina vagante per la privacy”, si legge in un post.
La questione è delicata anche sul fronte legale: i regolatori internazionali stanno già stringendo il cerchio intorno a strumenti simili. Basti pensare a Ofcom, che sta indagando su X (ex Twitter) e sul ruolo del suo chatbot Grok nella creazione di deepfake non consensuali.
Come funziona la feature (e come disattivarla)
Meta si è difesa spiegando che gli utenti hanno la possibilità di disattivare la funzione, anche se possiedono un account pubblico. Tuttavia, l’opzione è attiva di default e richiede una rinuncia esplicita (opt-out).
🛑 Come bloccare l’uso delle proprie foto su Instagram:
- Apri le Impostazioni di Instagram.
- Seleziona la voce “Condivisione e riutilizzo”.
- Disattiva la spunta su “Consenti alle persone di riutilizzare i tuoi contenuti su Instagram e con le funzionalità di intelligenza artificiale su Meta” (valido per post e reel).
Il potenziale di Muse Image (e i suoi limiti)
Il mercato dei generatori di immagini è ormai saturo, ma Meta ha una carta vincente: l’integrazione immediata con i suoi miliardi di utenti social.
Nei test, lo strumento si dimostra potente ma non privo di bachi commerciali o logici. Messo alla prova con la richiesta di generare un’immagine mentre si è alla guida, Muse Image fonde efficacemente i volti nei contesti richiesti, ma rischia di perdersi nei dettagli (come posizionare il volante a destra in un’auto destinata al mercato del Regno Unito).
Secondo quanto dichiarato da Meta in un post sul blog, lo strumento sfrutta un “ragionamento avanzato” per combinare più foto in alta qualità e interpretare prompt complessi. Include inoltre:
- Preset e suggerimenti creativi.
- Strumenti di fotoritocco e schizzo direttamente sulle immagini.
- Un modello freemium: gratis per l’uso quotidiano, a pagamento (tramite abbonamento) per gli utenti intensivi.
I prossimi passi di Meta
I piani di Menlo Park non si fermano qui. Muse Image verrà presto integrato anche su Facebook e Messenger, e sarà messo a disposizione degli inserzionisti per scopi pubblicitari. Inoltre, i rumors confermano che Meta sta già lavorando a una versione dello strumento dedicata alla generazione video.





