Il Portogallo ha recentemente introdotto il divieto di indossare il burqa nei luoghi pubblici, unendosi a Paesi come Francia, Belgio, Austria, Danimarca, Bulgaria, Paesi Bassi, Lussemburgo e Svizzera. La Spagna non prevede ancora un divieto a livello nazionale, sebbene la questione sia stata discussa in Parlamento su iniziativa di Vox nel febbraio 2026 e realtà locali …
Il Portogallo ha recentemente introdotto il divieto di indossare il burqa nei luoghi pubblici, unendosi a Paesi come Francia, Belgio, Austria, Danimarca, Bulgaria, Paesi Bassi, Lussemburgo e Svizzera. La Spagna non prevede ancora un divieto a livello nazionale, sebbene la questione sia stata discussa in Parlamento su iniziativa di Vox nel febbraio 2026 e realtà locali come Siviglia e la Cantabria si siano aggiunte a un numero crescente di municipalità e regioni favorevoli a restrizioni.
The Guardian
A livello normativo, questi provvedimenti europei vietano la copertura integrale del volto per qualsiasi cittadino, non limitandosi esclusivamente all’abbigliamento religioso: il burqa, che copre l’intero viso della donna, rientra quindi in questa categoria, mentre i copricapo parziali come l’hijab rimangono consentiti. Le ragioni formali alla base di tali divieti risiedono nella promozione dell’integrazione nei valori degli Stati laici, oltre a esigenze di sicurezza pubblica e trasparenza nell’identificazione.

Misure analoghe sono state adottate anche in diversi Paesi a maggioranza musulmana. Il Tagikistan, ad esempio, ha proibito il burqa qualificandolo come «abbigliamento straniero» non conforme alla cultura locale, seguito da direttive simili in Kazakistan, Kirghizistan, Turkmenistan e Uzbekistan. Altre nazioni, come Tunisia, Sri Lanka e alcune aree del Daghestan, hanno invece introdotto restrizioni a seguito di attacchi terroristici, inquadrando il provvedimento come misura di sicurezza nazionale e antiterrorismo piuttosto che come questione di genere o costume.





