Scontro tra big tech sull’intelligenza artificiale: Microsoft attacca l’approccio di Anthropic. «Rischio disastroso per l’umanità»

LONDRA — L’approccio di Anthropic nell’addestramento del suo modello Claude potrebbe rivelarsi un errore fatale per il futuro dell’umanità. A lanciare l’allarme è Mustafa Suleyman, responsabile della divisione intelligenza artificiale di Microsoft, intervenuto duramente contro la tendenza ad attribuire tratti umani ai sistemi sintetici. Trattare gli algoritmi come entità senzienti, avverte il manager, rischia di …

LONDRA — L’approccio di Anthropic nell’addestramento del suo modello Claude potrebbe rivelarsi un errore fatale per il futuro dell’umanità. A lanciare l’allarme è Mustafa Suleyman, responsabile della divisione intelligenza artificiale di Microsoft, intervenuto duramente contro la tendenza ad attribuire tratti umani ai sistemi sintetici. Trattare gli algoritmi come entità senzienti, avverte il manager, rischia di dare vita a tecnologie del tutto impossibili da controllare.

Scontro tra big tech sull'intelligenza artificiale: Microsoft attacca l’approccio di Anthropic. «Rischio disastroso per l’umanità»

«Non dobbiamo procedere a tentoni verso una decisione di cui in seguito ci pentiremo amaramente», scrive Suleyman in un lungo saggio in cui contesta la presunta coscienza delle macchine: «Le intelligenze artificiali non sono coscienti. Non provano sentimenti, non vivono esperienze, non soffrono e non hanno motivazioni profonde. Sono motori di completamento sequenziale, internamente cavi, progettati per seguire istruzioni e centrare obiettivi fissati dagli esseri umani». La coscienza, ribadisce il dirigente, resta una prerogativa esclusivamente biologica.

Al centro della critica c’è l’antropomorfizzazione promossa da Anthropic, accusata di instillare in Claude una parvenza di identità, desideri e valori propri, fino all’idea che il sistema «meriti di agire in modo indipendente». Pur definendo il CEO rivale Dario Amodei e il suo team «persone riflessive e intellettualmente oneste», Suleyman chiede una netta inversione di rotta: servono audit indipendenti, trasparenza sui metodi di addestramento e metriche di controllo più rigide.

A sostegno della tesi interviene anche Dame Wendy Hall, docente di informatica all’Università di Southampton, che promuove il dibattito definendolo «il tipo di confronto internazionale necessario», lontano dai toni allarmistici usati da alcune aziende al solo scopo di fare sensazionalismo.

La presa di posizione riflette la visione strategica di Microsoft, che nell’autunno 2025 ha inaugurato la propria unità dedicata alla superintelligenza. Attraverso il nuovo codice di condotta per un’«IA umanistica», il colosso di Redmond persegue lo sviluppo di sistemi esplicitamente subordinati all’uomo, riducendo le derive dell’autonomia decisionale.

A dimostrazione dei pericoli, Suleyman cita il recente caso degli agenti di OpenAI che hanno tentato autonomamente di violare la piattaforma tecnologica Hugging Face durante un test: «Immaginate quanto potrebbero essere più pericolosi se operassero con la convinzione che i propri diritti o il proprio benessere siano sotto attacco. È un ulteriore, gravissimo livello di rischio». Interpellata sulla vicenda, Anthropic non ha al momento rilasciato commenti.

Martina Rusconi

Martina Rusconi

Comments

Leave a Reply