Il prezzo del petrolio cala dopo che Trump ha confermato che la guerra sta per finire

I prezzi del petrolio rallentano dopo le nuove dichiarazioni del presidente americano Donald Trump su una possibile rapida conclusione del conflitto con l’Iran, ma i mercati restano cauti per l’incertezza sui negoziati di pace e per le persistenti tensioni sull’offerta globale di greggio.Il Brent ha ceduto 88 centesimi, pari allo 0,8%, scendendo a 110,40 dollari …

I prezzi del petrolio rallentano dopo le nuove dichiarazioni del presidente americano Donald Trump su una possibile rapida conclusione del conflitto con l’Iran, ma i mercati restano cauti per l’incertezza sui negoziati di pace e per le persistenti tensioni sull’offerta globale di greggio.
Il Brent ha ceduto 88 centesimi, pari allo 0,8%, scendendo a 110,40 dollari al barile, mentre il West Texas Intermediate americano ha perso 67 centesimi, o lo 0,6%, a 103,48 dollari.

Il prezzo del petrolio cala dopo che Trump ha confermato che la guerra sta per finire

Secondo Emril Jamil, analista senior di LSEG, il mercato sta valutando gli sviluppi geopolitici e la possibilità di un accordo tra Washington e Teheran. Tuttavia, anche in caso di intesa, i prezzi potrebbero mantenersi elevati perché la produzione non tornerebbe rapidamente ai livelli precedenti alla guerra.
Martedì i due benchmark avevano già chiuso in calo di quasi un dollaro dopo che il vicepresidente americano JD Vance aveva parlato di progressi nei colloqui tra Stati Uniti e Iran, sottolineando come nessuna delle due parti voglia una nuova escalation militare.

Gli operatori restano però prudenti. Toshitaka Tazawa, analista di Fujitomi Securities, ha spiegato che gli investitori stanno cercando di capire se Washington e Teheran riusciranno davvero a trovare un’intesa, in un contesto in cui la posizione americana cambia frequentemente.
Nonostante Trump abbia ribadito che la guerra potrebbe concludersi “molto rapidamente”, il presidente statunitense ha anche avvertito che Washington potrebbe colpire nuovamente l’Iran nei prossimi giorni se non verrà raggiunto un accordo. Nei giorni scorsi aveva dichiarato di aver sospeso all’ultimo momento un attacco contro Teheran dopo una nuova proposta iraniana per fermare il conflitto con Israele e Stati Uniti.

Intanto Citigroup prevede un possibile rialzo del Brent fino a 120 dollari al barile nel breve termine, sostenendo che i mercati stiano sottovalutando il rischio di interruzioni prolungate dell’offerta globale.
Restano inoltre sotto osservazione le rotte energetiche del Golfo Persico. Alcune petroliere hanno ripreso ad attraversare lo Stretto di Hormuz, anche se il traffico marittimo resta molto inferiore ai livelli precedenti alla guerra. Oggi due superpetroliere cinesi cariche di 4 milioni di barili di greggio mediorientale hanno lasciato lo stretto dopo oltre due mesi di attesa nel Golfo.

Per compensare la riduzione delle forniture, diversi Paesi stanno facendo ricorso alle proprie riserve strategiche e commerciali.
Negli Stati Uniti, secondo i dati dell’American Petroleum Institute, le scorte di greggio sono diminuite per la quinta settimana consecutiva, mentre sono calate anche le riserve di carburanti. Gli analisti interpellati da Reuters prevedono che i dati ufficiali dell’Energy Information Administration mostrino un calo di circa 3,4 milioni di barili nella settimana terminata il 15 maggio.

Carlo Pivoni

Carlo Pivoni

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