Caso Cospito, confermata la condanna per Delmastro

La Corte d’Appello di Roma ha confermato la condanna a otto mesi di reclusione per il deputato di Fratelli d’Italia Andrea Delmastro, imputato per rivelazione di segreto d’ufficio nell’ambito della vicenda legata ad Alfredo Cospito. Nel corso dell’udienza, il procuratore generale Tonino Di Bona aveva chiesto l’assoluzione dell’ex sottosegretario alla Giustizia, sostenendo che i documenti …

La Corte d’Appello di Roma ha confermato la condanna a otto mesi di reclusione per il deputato di Fratelli d’Italia Andrea Delmastro, imputato per rivelazione di segreto d’ufficio nell’ambito della vicenda legata ad Alfredo Cospito.

Nel corso dell’udienza, il procuratore generale Tonino Di Bona aveva chiesto l’assoluzione dell’ex sottosegretario alla Giustizia, sostenendo che i documenti relativi al caso Cospito fossero sì delicati, ma non formalmente classificati come riservati. Secondo l’accusa, la loro diffusione sarebbe stata inopportuna, ma non tale da configurare un reato.

Caso Cospito, confermata la condanna per Delmastro

Al centro del procedimento ci sono alcuni atti interni condivisi da Delmastro con il collega di partito Giovanni Donzelli, che li utilizzò successivamente durante un intervento alla Camera contro esponenti del Partito Democratico.

I fatti risalgono all’inizio del 2023, nel pieno dello sciopero della fame intrapreso dall’anarchico Alfredo Cospito contro il regime di 41 bis. Durante la detenzione nel carcere di Sassari erano state intercettate conversazioni tra Cospito e alcuni detenuti appartenenti alla criminalità organizzata. Dialoghi che, secondo gli investigatori, lasciavano emergere una possibile convergenza di interessi tra ambienti anarchici e mafiosi nella battaglia contro il carcere duro.

All’epoca Delmastro, titolare della delega al Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, trasmise quelle informazioni a Donzelli. Quest’ultimo le utilizzò per attaccare i deputati dem Debora Serracchiani, Walter Verini, Silvio Lai e Andrea Orlando, colpevoli — secondo l’esponente FdI — di aver fatto visita a Cospito in carcere.

Per i giudici, la rilevanza preventiva e investigativa delle informazioni diffuse non escludeva il carattere riservato degli atti.

Martina Mussi

Martina Mussi

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