Torna a salire l'allarme per l'influenza aviaria in Asia. Le Filippine hanno segnalato un nuovo focolaio di ceppo H5N1 ad alta patogenicità in un allevamento rurale nella provincia orientale di Mindoro. La conferma è arrivata direttamente dall'Organizzazione mondiale per la salute animale (WOAH), sulla base dei rapporti trasmessi dalle autorità sanitarie di Manila. Il virus …
Torna a salire l’allarme per l’influenza aviaria in Asia. Le Filippine hanno segnalato un nuovo focolaio di ceppo H5N1 ad alta patogenicità in un allevamento rurale nella provincia orientale di Mindoro. La conferma è arrivata direttamente dall’Organizzazione mondiale per la salute animale (WOAH), sulla base dei rapporti trasmessi dalle autorità sanitarie di Manila.
Il virus è stato isolato nella città di Capalan. Secondo quanto riferito dalla WOAH, l’infezione ha colpito un focolaio di 39 volatili da cortile: per evitare la propagazione del contagio, le autorità locali hanno immediatamente disposto l’abbattimento precauzionale di tutti i capi e attivato i protocolli di biosicurezza.

Il contesto: l’ombra di una crisi globale
Il nuovo caso filippino si inserisce in un contesto internazionale già fortemente compromesso. Negli ultimi anni, la diffusione globale dell’influenza aviaria ha devastato gli allevamenti di tutto il mondo, costringendo i governi e l’industria avicola a misure drastiche.
Le ripercussioni della crisi continuano a farsi sentire su tre fronti critici:
- Mercato: pesanti interruzioni nella catena di approvvigionamento della carne avicola e delle uova.
- Economia: una forte spinta al rialzo dei prezzi alimentari, che grava sui consumatori.
- Sanità: il timore costante, monitorato dall’OMS, di un potenziale salto di specie (spillover) che possa facilitare la trasmissione del virus all’uomo.





