Aiuti umanitari diretti a Gaza intercettati dalle forze israeliane vicino a Cipro

Una Flotilla internazionale composta da oltre 50 imbarcazioni cariche di aiuti umanitari diretti a Gaza sarebbe stata intercettata dalle forze israeliane in acque internazionali a ovest di Cipro, secondo quanto riferito dagli organizzatori filo-palestinesi della missione. La Global Sumud Flotilla (GSF) ha denunciato quello che definisce “un atto illegale di pirateria”, sostenendo che le proprie …

Una Flotilla internazionale composta da oltre 50 imbarcazioni cariche di aiuti umanitari diretti a Gaza sarebbe stata intercettata dalle forze israeliane in acque internazionali a ovest di Cipro, secondo quanto riferito dagli organizzatori filo-palestinesi della missione.

La Global Sumud Flotilla (GSF) ha denunciato quello che definisce “un atto illegale di pirateria”, sostenendo che le proprie navi siano state abbordate da commandos armati a circa 250 miglia nautiche (460 chilometri) dalla Striscia di Gaza, territorio soggetto al blocco navale imposto da Israele. Le immagini diffuse in diretta dalla stessa organizzazione mostrerebbero soldati armati salire a bordo di diverse imbarcazioni.

Aiuti umanitari diretti a Gaza intercettati dalle forze israeliane vicino a Cipro

Al momento, da parte delle autorità israeliane non è arrivato alcun commento ufficiale sull’operazione. In precedenza, il ministero degli Esteri israeliano aveva liquidato la missione come “una provocazione fine a sé stessa”, accusando la presenza di “due gruppi turchi violenti”.

Non si tratta del primo episodio simile. Il mese scorso, le forze israeliane avevano già fermato 22 imbarcazioni della stessa coalizione nei pressi di Creta. In quell’occasione furono arrestati circa 175 attivisti, quasi tutti rilasciati il giorno seguente dalle autorità greche dopo forti pressioni e condanne internazionali.

Tra i fermati figuravano anche lo spagnolo Saif Abu Keshek e il brasiliano Thiago Ávila, trasferiti in Israele, interrogati e successivamente deportati dopo dieci giorni di detenzione.

Dopo quell’episodio, le restanti imbarcazioni erano rientrate nel porto turco di Marmaris, da cui circa 50 barche sono ripartite giovedì scorso con l’obiettivo di raggiungere nuovamente Gaza.

Gli attivisti sostengono che la missione sia essenziale per consegnare aiuti umanitari urgenti alla popolazione palestinese della Striscia, dove oltre 2,1 milioni di persone continuano a vivere in condizioni drammatiche, con la maggioranza degli abitanti sfollata nonostante il cessate il fuoco concordato sette mesi fa tra Israele e Hamas.

Debora Franchi

Debora Franchi

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